Piero Alfieri Padiglioni

Quando la vita di un uomo rivela una speranza di eternità.

Piero Alfieri Padiglioni nasce il 17 novembre del 1956 ad Ancona da mamma Ida Cardinali e papà Aldo Alfieri Padiglioni, secondogenito dopo il fratello maggiore Paolo. Fin da piccolo frequenta la parrocchia del quartiere “Cristo Divino Lavoratore”. Negli anni ’70 la parrocchia era il centro di aggregazione dei bambini e dei giovani del quartiere che davano vita, in un’atmosfera di vivace, inarrestabile, fermento, a tante attività ricreative, culturali, sportive, solidali. Piero, ormai adolescente, si distingue fin da subito come il fulcro di tale fermento. E poi inizia l’attività che avrebbe portato avanti per tutta la vita: quella di catechista. Dei bambini in quegli anni, di ragazzi e adulti per sempre. Nel 1974 per Piero e i ragazzi del gruppo inizia una “carriera” parallela, quella di teatranti. Impegnati da sempre nell’organizzazione di recite natalizie con i bambini del catechismo, quando un amico torna dopo un anno di studio in America con il disco della storica opera rock Jesus Christ Superstar, si cimentano nel teatro con la T maiuscola. Dopo due anni di lavoro, il cast è completo, 80 giovani dai 14 ai 25 anni, e lo spettacolo pronto. Piero interpreta uno dei personaggi principali, l’apostolo Pietro. Il 26 ottobre 1976 Jesus Christ Superstar va in scena in Parrocchia di fronte ad un pubblico che sembra comprendere l’intera città, per quella che sarebbe stata la prima di tante repliche nei più importanti teatri della Marche, in una tournée che prosegue per tutto l’anno successivo riscuotendo grande successo.

Il 1976 è un anno molto importante per Piero e per la Parrocchia anche per un altro motivo: prende vita il progetto della Casa dell’ospitalità. Proprio a Piero e agli altri ragazzi viene l’idea di fare qualcosa di concreto per alleviare i disagi delle tante persone ricoverate presso l’ospedale regionale delle Marche e dei loro parenti. E qualcosa di concreto lo fanno letteralmente: prendono in carico tutti i lavori di semplice manovalanza e costruiscono la Casa dell’Ospitalità “Carlo Antognini”, una casa adibita ad ospitare i parenti degli ammalati. Piero si iscrive poi all’Università, facoltà di Economia e Commercio di Ancona, prima, Giurisprudenza a Macerata l’anno successivo. Dopo appena un altro anno, aggiusta il tiro e lascia gli studi in legge per frequentare i corsi di teologia per laici presso l’Istituto Teologico Marchigiano, affiliato alla Pontificia Università Lateranense. A soli 23 anni inizia la professione di insegnante di religione in alcune scuole private, finché non approda dapprima all’IPSIA di Ancona e poi all’Istituto Professionale per il Commercio Calzecchi-Onesti di Ancona, dove in più di vent’anni di insegnamento diventa per tutti, alunni e colleghi, un punto di riferimento. Non si faceva chiamare professore, ma si faceva affettuosamente chiamare Piero. Tutti lo cercavano: una confidenza, un consiglio, l’organizzazione di un’assemblea. Nel 1982 Piero e il gruppo teatrale della Parrocchia tornano alla ribalta con un nuovo spettacolo, un musical sulla vita di San Francesco, “Forza venite gente”. Uno spettacolo teatrale in piena regola, con attori, cantanti, ballerini, un’orchestra che suona dal vivo. Le repliche sono andate avanti per oltre 10 anni in tutta la regione Marche. L’inesauribile voglia di fare qualcosa di concreto per rendere migliore la vita degli altri lo porta, agli inizi degli Anni ’90, in Africa. Nel 1991 e nel 1992 raggiunge per due volte la missione a Gathunga e si dedica ad aiutare i missionari nella costruzione di un dispensario con diversi ambulatori medici destinato a garantire la necessaria assistenza sanitaria alla popolazione poverissima di quella parte dell’Africa. Un’esperienza che lo segna irreversibilmente e lo spinge, una volta tornato, a coinvolgere gli altri giovani della Parrocchia in questa attività di volontariato che porterà tanti suoi coetanei a trascorrere le ferie estive tra le baracche di Gathunga.

Intanto Piero conosce l’amore della sua vita, Tiziana, che porterà all’altare il 30 dicembre del 1995. Dall’amore con sua moglie nascono Andrea, nel luglio del 1997 ed Elisa, secondogenita, nata nel dicembre del 2003. Nel 2000, corona il suo percorso di fede e di servizio alla Parrocchia e al prossimo diventando diacono il 21 ottobre. Un evento che coinvolge tutti i parrocchiani, una festa alla quale nessuno è voluto mancare. È l’occasione imperdibile per riconoscere “ufficialmente”, quasi per consacrare, il ruolo insostituibile di Piero all’interno della comunità parrocchiale. Una vita, la sua, al servizio del prossimo: educatore carismatico, organizzatore instancabile, braccia e spirito spalancati ad accogliere i piccoli e grandi problemi di chiunque. Il suo “cavallo di battaglia” era il camposcuola, settimana di condivisione, riflessione e preghiera dedicata ai giovani e vissuta nel periodo estivo nelle zone montane. Attento osservatore dei giovani, si impegna nella promozione di iniziative formative ed educative. Salvare situazioni difficili, incoraggiare i giovanissimi, aiutarli nella crescita: sono questi i suoi sogni. Aveva a cuore la vita e la felicità di tutti, sempre, senza se e senza ma.

 

Scopre di essere malato nell’agosto 2015 e affronta i mesi successivi con la forza, la fiducia e il sorriso propri solo di chi sa di avere vicino Dio. Perde la sua battaglia terrena il 26 gennaio 2016, lasciando l’intera comunità parrocchiale – e cittadina – sgomenta, stordita, disorientata dall’improvvisa perdita di un punto di riferimento irrinunciabile. Dal 26 gennaio 2016, Piero continua a fare, da una “postazione privilegiata”, ciò che ha fatto per tutta la vita a Piazzale Camerino: aiutare il prossimo, pregare per le anime di tutti, “sistemare” piccoli e grandi problemi con l’aiuto di Collaboratori Speciali. Dopo la morte, il figlio Andrea, in poco più di cinque mesi dà alla luce “Abbracciami. Alla luce dell’amore tutto diventa possibile”, libro in cui racconta la storia di suo padre. Viene mostrato da Andrea per la prima volta al suo esame di maturità, sostenuto nel luglio del 2016. Viene successivamente stampato e presentato alla città in una magica serata, il 6 dicembre del 2016, al Teatro “Sperimentale” di Ancona. Con il ricavato della vendita prende vita l’Associazione “Casa dei giovani Piero Alfieri”.